WEEK-END A CAPO D’ACQUA

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Partenza con le nostre auto SABATO 24 MAGGIO ore 12:00 dal parcheggio di fronte al centro commerciale l’Ariosto

Cena nei pressi del lago con antipasto,primo e secondo (bevande incluse) 22 €

Pernottamento e colazione presso l’Agriturismo “Azienda agricola Alfredo Ursini” 30€

Immersione guidata (bombola inclusa) domenica mattina 24€

Brevetto: OWD

Temperatura acqua : circa 10 gradi

Info e prenotazione: Daniele Bianchi 3402827063 (caparra 30€ entro giovedì 24 Aprile)

Il lago, di proprietà privata, si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, immerso in una natura incontaminata di vasto interesse archeologico (ricordiamo il GUERRIERO di Capestrano).

L’invaso nasce nella seconda metà degli anni ’60 per avere nella zona una riserva idrica per l’irrigazione dei terreni circostanti; oggi, dopo il black out del 2006, è utilizzato anche per la produzione di energia elettrica rivenduta all’ENEL, grazie ad una centrale idroelettrica pre-esistente per l’alimentazione delle due pompe di forzatura dell’acqua.

Il lago è alimentato da molte sorgenti in superficie e altrettante sommerse. Queste sorgenti alimentavano in origine un corso d’acqua che, unendosi alle altre due sorgenti, quella di Presciano e quella del lago di Capestrano, formavano il fiume TIRINO. In prossimità di questi corsi d’acqua sono stati realizzati, pressappoco in età medioevale, due MULINI e un Colorificio. Oggi l’edificio del colorificio è ancora visibile in superficie, mentre i due mulini si trovano sommersi, in buono stato di conservazione, visitabili da subacquei in possesso di qualsiasi brevetto subacqueo data la facile immersione.

L’invaso garantisce, proprio per la sua natura di lago sorgivo, un’ottima visibilità (all’incirca di 70 mt) e una flora lacustre particolare, propria degli ambienti sorgivi di quota (il lago si trova all’incirca a 330 m.s.l.m.). Per quanto riguarda la fauna, il lago offre una consistente popolazione di Trote Fario, duramente minacciate dall’immissione abusiva, nel 2005, di tre lucci, che hanno spaventato anche la fauna aviaria.

Successivamente al loro avvistamento si è dato mandato, da parte del Comune di Capestrano e dei proprietari dell’invaso di cacciare i lucci, ad alcuni pescatori locali. Nel 2007 è stato catturato l’ultimo luccio rimasto, pesava orai circa 12 kg ed era lungo circa 110 cm. Oggi vediamo finalmente ricrescere la fauna lacustre, anche se quella aviaria risente ancora dell’effetto dei lucci (era presente anche una considerevole popolazione di gamberi di fiume oggi sterminata per una pesca aggressiva).

L’invaso offre a tutti i subacquei che lo frequentano, proprio per la sua natura particolare, un ambiente sommerso molto affascinante e misterioso caratterizzato da alberi, abitazioni, strade e manufatti vari sommersi. Non è facile immaginare il fascino e l’atmosfera fantastica che queste immersioni generano.

 

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